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Venerdì, 30 Maggio 2014 16:26

Il grande sogno di David Lynch.

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Il grande sogno di David Lynch. - 5.0 out of 5 based on 1 review
David Lynch c'è ricascato. Lui che nasce come figlio dell'arte (ha nei pittori Francis Bacon e soprattutto Edward Hopper i suoi ispiratori creativi) e rinviene nello strumento cinematografico il suo habitat prediletto per costruire la sua di visione del mondo. Apocalissi, riflessione e precisa padronanza del tempo hanno regalato alla storia capolavori molto discussi come "Velluto blu" "Mullholand Drive" e la saga senza nessun desiderio di concludersi rispondente al nome di "Twin Peaks". Lynch pilastro del noir del secondo Dopoguerra, sbarazzino Leonardo Da Vinci che nell'ultimo quinquennio ha rotto gli indugi ed e' entrato in pieno coinvolgimento nella musica imbracciando chitarra e ammaliando il microfono.

Dopo essersi insinuato come una zanzara nelle gittate a luci rosse prodotte da Angelo Badalamenti per la colonna sonora del film "Twin Peaks: Il fuoco cammina con me" (1992), ecco l'esordio nel 2011 con "Crazy Clown Town" dominato da un blues infibrato dalle distorsioni elettroniche della sua voce e dai cinguettii di Karen-O la leader degli Yeah Yeah Yeahs. Due anni dopo David e' ritornato ancora all'Asymmetrical Studio di Los Angeles e in compagnia del fido bassita Dean Hurley ha sviluppato i 50 minuti di sperimentazione etichettati come "The Big Dream".

Dodici tracce svolazzanti lungo gli sbalzi tempestosi di un concept album che sembra affiancarsi alla cinepresa in una comparsata sotto i raggi lunari nel tentativo di affidarsi a piu' percezioni possibili, di assumere patemi e fobie differenti e meditare tra una pozzanghera, un ristorante di lusso e un sottoscala. Meditazioni di protagonisti diversi: una soubrette del cabaret (in "Star dream Girl" track 2), un ricordo di Bob Dylan (nella cover di "The Ballad of Hollis Brown" track 5) e la perdita della fisicita' umana nell'atmosfera terrestre e non (in "Are you sure? Track 12). Ma l'abbandono assoluto all'irrealta' perdutamente lynchiana si nasconde nella bonus track n'13 "I'm waiting here" ( https://www.youtube.com/watch?v=3SpG7C4vHZQ ), disidratato finale attraverso il lamento logorante di una sirena dei ghiacci, la vocalist svedese Lykke Li.

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