MdS Editore
Mercoledì, Gennaio 24, 2018
Login Registrati

Accedi al tuo account

Nome utente
Password *
Ricordami
Ti trovi qui:Spettacolo Lo Schermo Magico Le ali della libertà

Lo Schermo Magico

Mercoledì, 12 Febbraio 2014 21:38

Le ali della libertà

Scritto da 
Vota questo articolo
(8 Voti)
Le ali della libertà - 5.0 out of 5 based on 8 reviews
Le ali della libertà www.silenzio-in-sala.com

Qualche giorno fa ho visto un film che ho scoperto recentemente e che non esito a includere nella lista dei miei film preferiti: “Le ali della libertà”. Praticamente un capolavoro.

Immagino che molto di voi lo conoscano, infatti so che ha avuto un grandissimo successo di pubblico e che, addirittura, L’American Film Institute lo ha inserito al 72° posto nella lista dei 100 migliori film americani di tutti i tempi.

La storia, riassunta in due parole, è quella di Andy Dufresne, vice-direttore di una banca di Portland, accusato ingiustamente di avere fatto fuori la moglie e l’amante di lei e che per questo si è beccato ben due ergastoli. Rimarrà rinchiuso nel carcere di Shawshank per ben ben vent’anni, fino a quando…Ovviamente mi fermo qua, altrimenti rovinerei la sorpresa a chi non lo ha ancora visto.  

Diretto in maniera magistrale  da Frank Darabont (il regista di “Il miglio verde” …e scusate se è poco), il film è incentrato sulla figura di Dufresne, personaggio straordinario che, per certi versi, mi ha ricordato Deloris Van Cartier, la Suor Maria Claretta di “Sister Act”, e Forrest Gump.

Come Deloris, a un certo punto della sua vita anche Dufresne viene scaraventato in un mondo totalmente nuovo, un ambiente ostile dove però riesce ad adattarsi con grande abilità. Analogamente alla vulcanica suora, per merito della sua intelligenza, di una forza e di un’energia coinvolgenti e di uno spirito di iniziativa fuori dal comune, finisce infatti per portare grossi cambiamenti  nella realtà dove si trova a vivere, modificando positivamente persino l’animo delle persone con cui entra in contatto. Deloris e Dufresne sono insomma due soffi di aria fresca che, circolando per i corridoi del convento (la prima) e della prigione (il secondo), rendono più sopportabile il clima opprimente di un’intera comunità.

Rivedo in Dufresne anche il protagonista di “Forrest Gump” (film che, guarda caso, è uscito esattamente lo stesso anno di “Le ali della libertà”) per la stessa naturalezza ed umiltà con cui entrambi i due personaggi compiono il bene, lasciando un segno virtuoso ovunque essi camminino. Sono figure estremamente positive e beneauguranti, emblema di una visione quasi romantica della vita che vede nelle fortune e nei successi la meritata ricompensa per gli uomini giusti e di buona volontà.

Ho trovato inoltre interessante la struttura del film, diviso nettamente in due parti: una statica ed una dinamica. Nella prima metà, in cui la storia procede abbastanza lentamente, viene delineata la psicologia dei personaggi e la dinamica relazionale fra i detenuti e fra i detenuti e i loro aguzzini (le guardie e il direttore del carcere), con un’analisi che parte sempre dalla figura di Dufresne e del suo grande amico Red per poi allargarsi anche ai loro compagni di sventura.

Senonchè, un eccezionale colpo di scena imprime un ritmo nuovo alla narrazione, innescando una serie di eventi che capovolge lo stato delle cose conducendo la vicenda ad un bellissimo finale, ad un epilogo che è il trionfo dell’intelligenza ed un inno all’amicizia vera. Un meccanismo che, a pensarci bene, troviamo anche in “Trainspotting”, il capolavoro  di Danny Boyle, con tanto di analoga esaltazione “boccacciana” dell’ingegno  umano e della lealtà nell’amicizia.

Ma se ho amato così tanto questa opera è forse per il rilievo che viene dato a due virtù in particolare: la pazienza e la costanza. Soprattutto tenendo conto della nostra società, un mondo in cui siamo abituati a volere tutto e subito, dove la velocità della vita è dettata dai tempi dell’informatica e i valori dell’attesa e dell’ impegno metodico e continuo sono stati quasi dimenticati, penso che “Le ali della libertà” abbia una potenza ed una forza comunicativa che non esiterei a definire dirompenti!     

 

Letto 5297 volte