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Venerdì, 21 Novembre 2014 16:56

CHI BEN RESPIRA E’ A META’ DELL’OPERA (parte seconda)

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Quali caratteristiche deve avere una respirazione corretta? Quali sono le regole per diventare dei “bravi respiratori”?

Una respirazione corretta prevede, innanzitutto, che la presa di aria avvenga attraverso il naso e non attraverso la bocca; ovviamente nel caso di ostruzioni alle vie aeree superiori , la respirazione sarà di tipo orale ma è importante che, in caso di raffreddamenti o altro, sia quanto prima ripristinata la funzionalità delle vie respiratorie “canoniche”.

Il cavo orale, infatti, non offre alcuna protezione ai delicati organi respiratori lasciando passare, in grande misura, polvere, impurità e batteri. Le cavità nasali, viceversa, essendo dotate di peli e muchi filtrano molte delle particelle estranee presenti nell’aria ed inoltre la riscaldano prima che essa giunga nei polmoni.

L’incameramento di aria che avviene attraverso il cavo orale, inoltre, è scarso e pertanto anche l’ossigenazione del sangue è abitualmente poco efficace.

Prima regola, dunque: respirare con il naso!

Il numero di atti respiratori al minuto deve essere in media di 12/15; la seconda regola per una respirazione corretta, quindi, è che questa avvenga con un ritmo piuttosto lento.

Per fare ciò è necessario che i nostri atti respiratori siano profondi e possiedano determinate caratteristiche.

Le modalità di respirazione, infatti, possono essere distinte in quattro tipi:

- respirazione alta (o clavicolare) dove si impiega la regione superiore dei polmoni; in questo tipo di respirazione il diaframma risulta adoperato solo in piccola parte e la quantità di aria immessa è scarsa

- respirazione media (o centrale) dove troviamo un uso più appropriato dei polmoni i quali, tuttavia, non sono ancora utilizzati al meglio delle loro potenzialità

- respirazione bassa la quale consente al diaframma di lavorare più liberamente, alla parte inferiore dell’addome di espandersi e ai polmoni di lavorare “a pieno ritmo”. Tale respirazione è considerata la migliore, la più corretta. Per avere più chiaro come avvenga tale tipo di respirazione, dobbiamo immaginare che l’addome sia un palloncino che si gonfia durante l’inspirazione e si sgonfia durante l’espirazione.

Esiste anche un quarto tipo di respirazione indicata come respirazione “yoga” o “completa” la quale utilizza le prime tre in modo, però, controllato chiamando in gioco non solo tutte le parti costitutive dei polmoni ma anche ogni muscolo del tronco coinvolto nell’atto respiratorio.

Molto spesso capita di osservare dei “cattivi respiratori” i quali, in fase inspiratoria, innalzano la zona costale “prendendo fiato” velocemente, spesso con la bocca. A tale inspirazione fa seguito una espirazione altrettanto veloce nella quale l’aria viene espulsa in modo quasi esplosivo ; questo tipo di respirazione , a lungo andare, può provocare tensione muscolo-scheletrica, bronchiti, disfonie (cioè alterazioni della voce delle quali parleremo in seguito) oltre a stati di ansia.

La Terza regola, allora, è la seguente: la respirazione deve risultare “bassa” e localizzarsi nella zona costo-diaframmatica senza che il petto, le spalle e lo sterno vengano sollevati.

 

La quarta regola , infine, è forse la più difficile da realizzare: mantenere il controllo sul proprio respiro anche, e soprattutto, in situazioni di stress o di ansia.

Se è vero, infatti, che i nostri stati d’animo influiscono sulla respirazione, è altresì vero il contrario; messi in condizioni di particolare tensione psicologica (rabbia, paura, delusione…) la nostra reazione è quella di aumentare il ritmo del respiro rendendolo più superficiale e “alto” .

In questo modo si viene a costituire un circolo vizioso nel quale l’ansia induce una respirazione scorretta ma, al tempo stesso, il respiro che “si accorcia” invia alla nostra mente il messaggio che siamo a disagio; arrivare, quindi, a controllare la nostra respirazione anche nelle situazioni di maggiore difficoltà è un modo per “ingannare” la nostra mente dandole un messaggio rassicurante.

È importante dunque, di fonte ad esperienze negative di qualsiasi genere, concentrarsi nel fare respiri lenti e profondi, cercando di spingere il proprio respiro verso il basso , nella zona diaframmatica . Controllare il respiro sarà di enorme aiuto per riuscire a mantenere il controllo ed affrontare i problemi o i conflitti nel modo più lucido e produttivo possibile.

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