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Freud sulla spiaggia

Domenica, 04 Gennaio 2015 18:29

Gli archetipi femminili

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Per Jung e la psicologia analitica gli archetipi sono delle rappresentazioni mentali primarie, che fanno parte dell’inconscio collettivo, e si manifestano in simboli presenti in ogni cultura. A Jung si devono importanti concetti come “anima e animus” come polarità maschile/femminile presenti in ognuno od il concetto di “ombra”. Per ognuno dei lettori sarà facile approfondire il significato di questi concetti attraverso la rete. Nel tempo altri analisti come Neumann, Hillman o Jean Bolen hanno ampliato questi concetti. Hillman ha scritto: “Le nostre vite seguono figure mitiche; noi agiamo, pensiamo, sentiamo ispirandoci ai modelli primari stabiliti nel mondo immaginario. Le nostre vite psicologiche sono mimetiche dei miti. Come nota Proclo, i fenomeni secondari (le nostre esperienze personali) possono essere ricondotti a un terreno primordiale, con il quale entrano in risonanza e a cui appartengono. Il compito della psicologia archetipica, e della terapia che ne deriva, è quello di scoprire il modello archetipico delle forme di comportamento.”

Tutti noi ogni giorno entriamo in contatto con il nostro mondo archetipico, spesso anche attraverso i sogni, ma non ne siamo consapevoli.

Gli archetipi che si attivano spesso sono anche più di uno insieme.

Interpretare un sogno, riconoscere un archetipo provoca una illuminazione improvvisa che ci rende maggiormente consapevoli.

“Diventa ciò che sei” diceva Nietzsche, il che richiede un grande sforzo ed una continua consapevolezza di cosa ci accade.

I miti accompagnano la storia dell’uomo in ogni cultura Jean Houston ha scritto: “Ho sempre pensato al mito come a qualcosa che non è mai accaduto, ma che accade sempre “.

Che ci piaccia o no dentro di noi ci sono meccanismi inconsci di grande potenza che operano indipendentemente dalla nostra volontà. Freud diceva che non siamo padroni in casa nostra.

Vorrei in questo scritto però parlare solo degli archetipi femminili.

Ci sono voluti anni perché il mondo della psicoanalisi capisse che vi sono archetipi tipici del mondo femminile riferiti specialmente a 7 divinità greche, che hanno origine da un archetipo di culture ancora più antiche ovvero quello della “Grande Madre”.

Le divinità sono Demetra (la madre), Persefone (la figlia), Era (la moglie), Afrodite (l’amante), Artemide (la sorella antagonista), Atena (la strega) e Estia (la custode del focolare). Queste figure archetipiche tipicamente femminili si mescolano a quelle maschili come Pan (Dioniso), o Zeus ecc.

Già leggendo queste poche righe ognuna di voi si è magari riconosciuta di più in una di queste divinità.

Ma queste figure suggeriscono anche ciò che una donna può essere o fare, anche a seconda delle situazioni in cui vive.

Nella crescita psicologica una donna tenderà a sviluppare una personalità che aderirà in misura maggiore ad uno di questi archetipi, che si potranno intrecciare ad altri, magari di minore spicco.

Gli archetipi si attivano in circostanze particolari e l’analisi ci aiuta e ci insegna a riconoscerli ed a integrarli nella nostra personale crescita.

Personalmente, ho avuto la fortuna di fare una lunga analisi junghiana ed una freudiana. L’analisi junghiana è un viaggio straordinario che richiede un analista di grande bravura. Riconoscere gli archetipi non è per niente facile, in situazioni di presenza di patologie, ma è una grande via di guarigione.

Analizzare i propri archetipi quando non stiamo bene ci costringe ad un lavoro, anche culturale, di approfondimento di ciò che siamo e possiamo essere in un determinato momento della nostra vita, rispetto a ciò che vorremmo essere.

Già, perché la nostra sofferenza che sia fisica o psicologica, nasce quasi sempre dalla differenza tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere. Spesso non riusciamo neanche bene a capire ciò che vorremmo.

La Houston scrive:

Noi tutti abbiamo una certa quantità di energia psichica, che se viene impiegata a fronteggiare falsi problemi o peggio per reggere situazioni che richiederebbero una svolta nella nostra vita, questa svolta non arriverà mai.

Oggi i pazienti arrivano con grandi sofferenze e vorrebbero delle risposte in pochi incontri o peggio pensano che i farmaci siano il toccasana.

“La potenza dell’archetipo di una divinità femminile sopraffà l’Io di una donna e crea sintomi psichiatrici che coincidono con la potenza storicamente attribuita a quella dea, la cui influenza va diminuendo per gradi, dalla Grande Dea dell’antica Europa fino alle divinità femminili greche, che erano dee figlie o fanciulle”.

Se una donna non riesce a riconoscere quale archetipo sta dominando la sua vita e non riesce a contrastarlo appaiono i sintomi che si manifestano in presenza di una patologia psichiatrica. E più i problemi sono legati ala primissima infanzia ovvero al rapporto con la madre, più è potente l'archetipo della Grande Madre. Ad esempio una madre troppo affettuosa preoccupato od una mamma assente o peggio che alterna questi stati, creerà problemi che saranno più presenti nell'ambito delle psicosi che delle nevrosi.

Certo i farmaci in molte situazioni sono indispensabili, ma è attraverso un lento e continuo lavoro di analisi che si arriva a comprendere i meccanismi che governano il nostro inconscio profondo.

Per una donna imparare a riconoscere i propri archetipi femminili le fornirà degli strumenti notevoli per migliorare la propria vita. Ma sarà utile anche per gli uomini che così potranno comprendere meglio quel mondo affascinante e misterioso che è “il femminile”.

scritto da Paolo Cardoso in collaborazione con Federica Bariatti

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