MdS Editore
Sabato, Novembre 18, 2017
Login Registrati

Accedi al tuo account

Nome utente
Password *
Ricordami
Ti trovi qui:Gusto The WineGoggles Riflessioni di viaggio
The WineGoggles Mercoledì, 02 Aprile 2014 19:00

Riflessioni di viaggio

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)
Passare questo febbraio a godere del Cile mi ha permesso di conoscere gente nuova e di alimentare, se già non lo fosse abbastanza, la voglia di viaggiare e creare nuove relazioni.


Del Cile bisogna subito ammettere che sia lo stato più economicamente in crescita del Sud America… altro che Brasile! Dopo la caduta della dittatura gli abitanti stanno vivendo un'ondata di benessere che mi ha lasciato ammutolito e con il portafoglio più leggero.


I cileni sono gente simpatica e aperta ai turisti, almeno quelli che ho incontrato. Qui di italiani, a differenza che in Argentina, non ce ne sono molti; ci sono se mai più tedeschi, francesi e spagnoli che hanno dato vita a una mescolanza rara e alquanto variegata.


Santiago non è sicuramente una città da visitare per i suoi palazzi ma piuttosto per i musei, i localini nei vecchi quartieri riqualificati e i ristoranti che propongono cucine di tutto il mondo. Questo e altro fanno di Santiago una capitale moderna a tutti gli effetti.

Per ricercare la tipicità sudamericana, basta spostarsi verso Valparaiso, affascinante e decadente allo stesso tempo: ricorda per sensazioni la città alle pendici del Vesuvio. Qui i murales, i cani e il trash noir fanno da padroni. Dato che il vostro winegoggler è anche un gran godereccio, non si è fatto sfuggire la possibilità di andare all'Isola di Pasqua, meta da sogno! Qui sono rimasto incantato dal clima, dal mare caldo e cristallino e dalle prelibatezze culinarie (gamberi e tonno di prima qualità, mini ananas dolci come chupa chups). Però, oltre agli aspetti goduriosi, ci sono soprattutto quelli paesaggistici: in un mese di febbraio che offre il Tapati (festival tradizionale dell'isola), i Moai fanno da attrattiva principe, ma sono talmente tanti che vengono a noia.

Impressionanti, invece, i crateri dei vulcani dell'isola e le vedute mozzafiato.
 In viaggio, si sa, sono tutti più sereni e predisposti, così abbiamo conosciuto molte persone, tra i quali un ragazzo romano, tifoso della “Magica” che ci ha lasciato casa per 2 giorni... poi dici che il calcio non unisce :-)


Dopotutto non ci siamo dimenticati di essere enologi e io, con il mio amico, ci rechiamo a visitare la Valle del Colchagua, nei pressi di Santa Cruz, famosa area per la produzione dei rossi, in particolare carmenere e cabernet sauvignon (il primo è quello che ci ha stuzzicato di più). Qui le cantine ricordano i colossi del nuovo mondo, anche se molti dei proprietari hanno origini europee. Nel vedere queste distese di vigne, in zone così calde e desertiche, mi fa pensare a quanto in Italia sia più caro e difficile realizzare certe strutture. D’altra parte, però, nel nostro piccolo rispettiamo ciò che è la dimensione del vino della nostra terra, ovvero tradizione artigianale.


Ripresa la vacanza siamo giunti nella meta turistica tra le più ambite del Cile, Pucon; qui tra negozi, ristoranti e giochi estremi di ogni tipo non ci si può certo annoiare. Optiamo subito per rafting con tuffo nel fiume, climbing rock su pareti rocciose di 25 metri e scalata fino al cratere del vulcano.

La sensazione di trovarsi in cima al Villarrica è indescrivibile, a tal punto che mi viene voglia di suggellare l'impresa con una bottiglia di champagne. Durante la scalata, realizzo che in larga parte gli scalatori sono tedeschi e giungo alla conclusione che per forza stavano per vincere, praticamente da soli, la guerra più sanguinosa che la storia ricordi… noi, invece di andare a fare trekking, ci buttiamo in spiaggia al sole come lucertole.


Ahimè, la vacanza cilena è giunta al termine e dobbiamo attraversare le Ande, però ci aspetta Bariloche con i suoi laghi e le sue montagne.

Di questa vacanza porterò con me la sensazione che la gente in viaggio sia più propensa a fare conoscenze, come sotto l'effetto di una buona bottiglia di vino, oltretutto ottimo aggregante. Ora mi ritrovo stanco e raffreddato a Bodega Chacra (Rio Negro-Argentina), con uno strano caldo-freddo patagonico (visto che questo ultimo è un po' mancato), a dover fare una vendemmia lampo, date le contingenze.


Vi lascio con il detto cileno imparato la prima sera a Santiago:
Porque vino se non toma vino? 

Letto 4249 volte