MdS Editore
Mercoledì, Aprile 25, 2018
Login Registrati

Accedi al tuo account

Nome utente
Password *
Ricordami
Ti trovi qui:Gusto The WineGoggles Vigneron di fine anno!
The WineGoggles Martedì, 31 Dicembre 2013 12:05

Vigneron di fine anno!

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

Finalmente queste feste natalizie stanno giungendo al termine così come il 2013. Lo dico con gioia, perché son circa otto anni che non sento più lo spirito del Natale, colpa forse dell'età che avanza o di cosa mi è capitato nel fatidico 2006 (ma quel che è successo lo dirò solo al mio psicologo quando ci andrò!); di certo il prossimo anno me ne voglio andare in Australia per tre settimane e non sentire nessuno! Sta di fatto che l'anno uscente non sarà di certo annotato nell’archivio dei ricordi come memorabile.

Sotto ogni punto di vista il 2013 è stato meno sereno del 2012, e anche più difficile. Basti pensare agli impegni che ha comportato avviare la mia nuova società (hai detto poco?!), ragione per cui, nonostante tutto, guardo al 2014 con qualche speranza in più, così come gran parte degli italiani (mi sembra di sentir parlare il governo della fuffa Letta-Alfano, ma per una volta cerchiamo di essere ottimisti...).

Fatte le premesse, arriviamo al nocciolo di questo articolo. Molti di voi staranno pensando che un vigneron («vignaiolo» in francese, termine molto utilizzato tra i produttori di vino in Borgogna) di questi tempi si stia girando i pollici o passi le giornate per ristoranti a sponsorizzare il proprio vino. Magari! Sicuramente questo è un periodo di calma, il vino è in affinamento nelle botti, la vite ha perso le foglie dopo le prime gelate ed è entrata in letargo, gli esseri umani si stanno abbuffando come se dovesse finire il mondo domani, e qualcuno pensa già alla vendemmia nell'altro emisfero.

A dire il vero questo è un momento molto delicato, in cui si decide buona parte del futuro andamento vegeto-produttivo della pianta per la prossima annata. Infatti si iniziano le potature (ma c'è chi magari le ha già terminate), e si provvede alle concimazioni della terra in base alle carenze che la vigna ha mostrato durante il corso dell'anno vegetativo.

Prima di poter parlare di potatura bisogna fare una premessa sulle diverse forme di allevamento della vitis vinifera ehi, che il cibo mi abbia appesantito i neuroni? Queste cose non sono da winegoggler, quindi se vi interessano, cercatele su internet!

L'abbigliamento di un potatore è più o meno simile a quello di un soldato in missione speciale: stivali, pantaloni da lavoro, un paio di felpe (il cosiddetto abbigliamento «multistrato» o «a cipolla»), guanti da lavoro, cesoie corte e lunghe, sega al cinturone, fili per legare, pranzo al sacco e tanta buona pazienza. L'attività di per sé è molto rilassante, soprattutto durante le giornate terse invernali, quasi una meditazione che ti permette di lasciarti alle spalle i problemi. Unico effetto collaterale è il dolore alla mano dei primi giorni, senza però considerare l'imprevisto che conferma la regola di Murphy: un tafano ti punge, appena tolto il guanto, sul muscolo interosseo tra indice e pollice. Risultato: una mano grande come un guantone da box!

Prima di potare il tralcio di vite bisogna analizzare la pianta, ricordarsi di come si è comportata nell'anno trascorso e decidere quello che si vuole per il successivo; qualche volta bisogna prendere anche decisioni drastiche e tagliare di netto, ma così è la vita, e per me è meglio vivere di rimorsi che di rimpianti.

La potatura da sola non permette di regolare in maniera sana e produttiva la vita delle piante, per questo motivo c'è bisogno di analizzare il terreno e vedere quali son le carenze o gli eccessi, un po’ come le analisi del sangue per l'essere umano. In base ai risultati dei test e all'obiettivo enologico che si vuole ottenere, si cerca la cura migliore, che va dal semplice ma efficace sovescio di leguminose o graminacee, al compost, passando per letame e minerali vari. Naturalmente ci sono anche i famosi concimi chimici puri e combinati che permettono, in maniera veloce, di alimentare la pianta. Dato che la mia visione è molto più olistica dico: prevenire in maniera sana è meglio che curare.

Mentre scrivo penso che questa fine dell'anno non sia poi così male. La Costa Graia ha realizzato la sua prima produzione in un'annata difficile tra maltempo, muratori inefficienti, problemi logistici e difficoltà di integrazione con gli abitanti della Ciociaria. Ma quello che tutto sommato mi rende sereno è il fatto che, da fine gennaio, potrò rilassarmi al sole del Cile e rituffarmi in un'altra vorticosa vendemmia argentina.

Buon fine-anno a tutti, soprattutto a Manidistrega e ai suoi collaboratori… mi raccomando di scegliere attentamente la bollicina giusta per San Silvestro!

http://www.manidistrega.it/gusto/winegoggles/item/54-bollicine-nella-notte-di-san-silvestro

Letto 5535 volte