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Necessità movimento

Giovedì, 17 Settembre 2015 22:25

Sfida al Parco Avventura

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Ci andiamo al Parco Avventura?

Da quando è nata questa entusiasmante alternativa di sport e divertimento ho sempre pensato di provare, ma mi serviva la compagnia giusta che non riuscivo a trovare tra le mie sorelle (fifone), il mio fidanzato (ernia al disco) e le mie amiche (poco inclini a quest’attività). Se nonché, in un giorno di mezzo agosto, compaiono due miei vecchi (coetanei) compagni delle scuole medie con cui mi sbellicavo dalle risate, a cui sono rimasta legatissima. I 16 anni trascorsi lontano, chi da una parte chi dall’altra, non hanno sminuito l’intensità di un rapporto pulito, spontaneo e radicato. Marco e Giuseppe, a parte tutto questo, sono due super sportivi, predisposti alle follie ginniche e al piacere di sperimentare il nuovo. Non avrei potuto trovare compagnia migliore per questa prima volta in un Parco Avventura. E se poi a questo trio si aggiunge Concita…e se io e lei ci mettiamo in coppia…non ce n’è per nessuno.

Maschi aitanti e presuntuosi fatevi avanti!!!

Abbiamo provato la struttura di Milo, un paesino sull’Etna immerso nel verde e nelle vigne. Il team di persone che lo gestisce ha effettuato un accordo col comune per mantenere il parco pulito e poter costruirci i percorsi avventura: tra pini e castagni, liane e tirolesi, reti, cavi e funi…che vi devo dire!

 Da ripetere 100 volte.

Dopo essere stati imbracati e aver partecipato al briefing (essenziale per capire il funzionamento dei ganci e dei moschettoni) ci siamo diretti verso un primo percorso verde -la difficoltà dei livelli è contrassegnata da un diverso colore- e sali sali abbiamo iniziato il nostro viaggetto. Sembrava quasi di essere in un videogame, tipo Super Mario; noi girls andavamo per prime e dietro i ragazzi: l’uno perdeva un po’ di tempo, l’altro riprendeva con la GoPro tutti i nostri movimenti. Confesso che mi aspettavo una maggiore velocità nelle tirolesi e non immaginavo quanta forza ed equilibrio necessitassero tutti gli altri esercizi: è stata un’ottima alternativa al mio allenamento di crossfit previsto per quella mattina e i dolori del giorno dopo sono stati la prova di quanto abbia lavorato la muscolatura profonda. Altro che plank e isometrie! Ci siamo imbattuti in prove ad alta tensione che hanno sollecitato la parte superiore del corpo, gli addominali, i glutei e gli adduttori. Tra allungamenti, tensioni e trazioni un po’ di fatica l’abbiamo fatta. Sudore misto a risate sfrenate mentre ognuno di noi si divincolava malamente tra corde e reti, su pareti per arrampicata, seggiolini e strisciamenti vari. Pagando il biglietto intero per una cifra a mio avviso correttissima -20 euro- abbiamo avuto la possibilità di provare tutti i livelli. Quelli dei bambini li abbiamo scartati, ovviamente, e man mano siamo giunti alle difficoltà maggiori, quelle dei percorsi rosso e nero. In due ore e mezzo abbiamo fatto il pieno di adrenalina. Finito il tempo a disposizione, stremati dall’attività fisica, abbiamo potuto rilassarci nel castagneto, attrezzato con giochi per bambini, barbecue e…peccato non aver avuto un tappeto o un telo per stenderci perché il luogo era una trappola adatta per una siesta lunga e ristoratrice.

Adesso noi quattro abbiamo creato un gruppo per scrutare tutti gli altri parchi avventura del circondario: ce ne sono a Nicolosi, a Gaggi, a Petralia, a Pozzallo, a Buccheri e noi li faremo nostri.

La sfida, adesso, è Maschi contro Femmine e, secondo me, io e Concita abbiamo un ampio margine di vantaggio.

Ah, dimenticavo l’ilarità suscitata dal mio panino con ricotta e pomodori: sto lanciando una moda!

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