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A mano libera

Giovedì, 16 Ottobre 2014 13:26

Cena di Emmaus, un capolavoro alla Pinacoteca di Brera

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Cena di Emmaus, un capolavoro alla Pinacoteca di Brera - 4.0 out of 5 based on 4 reviews
Cena di Emmaus, Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, 1606, Pinacoteca di Brera, Milano Cena di Emmaus, Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, 1606, Pinacoteca di Brera, Milano

Questo week end ho avuto modo di visitare la stupenda Pinacoteca di Brera.

La città di Milano conserva questo immenso patrimonio artistico e culturale, dove si possono trovare delle pietre miliari della pittura italiana e straniera.

In un percorso che si snoda in trentotto sale, si passa dall’arte medievale a quella moderna, dalle Pale d’Altare di Gaudenzio Ferrari alle imponenti tele di Rubens, per approdare poi alle tele futuriste di Carrà.

Bellini, Peterzano, Il Correggio, Braque, sono solo alcuni dei nomi che si possono trovare all’interno di questo meraviglioso complesso.

Ho scelto però di soffermarmi su quella che è forse una delle più famose tele, di uno dei più celebri pittori(a ragion veduta) della storia, La Cena di Emmaus di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio.

Mi sono trovata faccia a faccia con l’ opera che si trova su tutti i testi scolastici, dalle Elementari fino a quelli universitari.

Per la prima volta ho avuto modo di sentire l’atmosfera che circonda questo capolavoro ed ho deciso di rendervene partecipi.

Esistono due tele dell’autore su questo tema, una del 1601, conservata alla National Gallery di Londra, l’altra, del 1606, appunto alla Pinacoteca di Brera.

Il tema è ovviamente lo stesso, ovvero l’apparizione di Gesù ai suoi discepoli, i quali sono ignari di trovarsi di fronte al Cristo.

La composizione della rappresentazione è la stessa in entrambi i dipinti; Gesù in posizione centrale, attorniato dai suoi discepoli seduti a tavola, ma cio’ che cambia notevolmente è l’atmosfera.

L’opera più “recente” infatti è estremamente intima, la scena si svolge in penombra, con un fascio di luce laterale che illumina soltanto la tavola, apparecchiata con pane e vino.

L’opera del 1601, invece, è assolutamente illuminata e vi si ritrovano molti simboli teologici quali la cesta di frutta ad indicare la fragilità dell’esistenza umana e la conchiglia sulla veste di uno dei personaggi, simbolo di pellegrinaggio.

Nel 1606 Caravaggio sembra volersi soffermare maggiormente sul momento di forte spiritualità che la scena rappresenta più che sul virtuosismo tecnico dei panneggi, del colore (non si ritrova, infatti, il classico rosso caravaggesco che nella prima versione fa da veste al Cristo).

Caravaggio, con questa tela, prende distacco da tutto ciò che ha prodotto in precedenza, un maggior minimalismo nelle forme, minore tensione cromatica, forte impatto emotivo, e sarà questa la costante che caratterizzerà tutte le sue opere successive.

La causa del forte cambiamento attuato dal pittore è sicuramente da ricercare nel momento storico in cui si collocano le due opere.

Quando Caravaggio, infatti, dipinse la prima Cena di Emmaus, era all’apice del successo, un giovane pittore estremamente celebre soprattutto nell’ambiente romano e che pertanto voleva affermarsi sempre di più, mostrando le enormi doti di pittore.

Nella seconda invece si ritrova quella meditazione, che faceva ormai parte della propria vita, quando Caravaggio fu costretto a rifugiarsi  nel feudo della famiglia Colonna dopo l’accusa di omicidio che lo aveva visto protagonista.

Insomma, la Pinacoteca di Brera, ospita un capolavoro indiscutibile, che si trova a pochi passi da noi e che merita senza alcun dubbio una visita alla città di Milano.emmanus1

Cena di Emmaus, Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, 1601, National Gallery, Londra
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